Blog Fisco - Commercialista Gallarate

" Dammi tregua – dicono che le tasse sono inevitabili, come la morte.
Almeno la morte non arriva ogni anno. (John Stossel) "
Vai ai contenuti

Ravvedimento operoso e penale

Commercialista Gallarate
Pubblicato da in Ravvedimento operoso ·
Tags: Ravvedimentoepenale
La riforma delle sanzioni, amministrative e penali, apportata dal DLgs. 24 settembre 2015 n. 158 ha riguardato anche gli effetti del ravvedimento operoso in ambito penale.
Prima, gli effetti di ciò erano contenuti nell’art. 13 del DLgs. 74/2000, mentre ora la disciplina è sdoppiata, essendo prevista sia nel citato art. 13 che nel nuovo art. 13-bis del DLgs. 74/2000.
A  dire il vero, il tema non riguarda solo il ravvedimento operoso,  essendo anche inerente al pagamento del debito, avvenuto, ad esempio, in  occasione di altri istituti deflativi del contenzioso, o, addirittura,  al di fuori dei medesimi.
Tornando al ravvedimento, esso, a seconda del delitto in esame, può sia rendere non punibile  il reato sia rappresentare, come in passato, una circostanza  attenuante, che consente al giudice di diminuire la pena sino alla metà.
Bisogna  valutare, di conseguenza, la tipologia di delitto sussumibile nella  specie, e da ciò scaturisce che il difensore tributario deve conoscere  le fattispecie penali tributarie normate dal DLgs. 74/2000, in modo da poter prospettare al cliente quali effetti può avere il ravvedimento operoso.
A seguito del DLgs. 158/2015, infatti, si assiste ad un sempre più intenso intreccio tra  disciplina tributaria e penale, per cui, nonostante continui ad essere  presente il doppio binario, sia il difensore penale che quello  tributario dovrebbero avere conoscenze che vanno al di là del loro  classico ambito di competenza.
Relativamente alle violazioni  dichiarative non connotate da condotte fraudolente, l’invio della  dichiarazione (si allude alla dichiarazione dei redditi e alla  dichiarazione IVA) emendata degli errori entro il termine di  presentazione di quella relativa all’anno successivo e prima dell’inizio  di un controllo fiscale/penale, in occasione del ravvedimento operoso, è  una causa di non punibilità del reato ex art. 4 del DLgs. 74/2000, da dichiarazione infedele.
Qualora  il ravvedimento avvenga in un momento posteriore al termine per la  dichiarazione dell’anno successivo, non ci sarebbe più la causa di non  punibilità ma la normale attenuante, sempre che il ravvedimento avvenga entro il dibattimento di primo grado.
Nella  dichiarazione omessa (intendendosi per tale la dichiarazione dei  redditi, la dichiazione IVA e anche il modello 770), la trasmissione  della medesima con pagamento integrale delle imposte entro il termine di  presentazione di quella per l’anno successivo e prima dell’inizio di un  controllo fiscale/penale è una causa di non punibilità del reato di cui  all’art. 5  del DLgs. 74/2000. In tal caso, a ben vedere, la causa di non  punibilità non attiene al ravvedimento bensì alla trasmissione della  dichiarazione entro il termine indicato, in quanto, operando la lett. c)  dell’art. 13 del DLgs. 472/97, esso sarebbe ormai inibito, avendo come sbarramento temporale il limite dei novanta giorni.
Però, ai sensi degli artt. 1, 2 e 5  del DLgs. 471/97, se la dichiarazione è presentata entro il termine per  la trasmissione di quella per l’anno successivo e in assenza di  controlli, le sanzioni amministrative sono dimezzate.
A volte c’è la causa di non punibilità
In  merito ai delitti di versamento IVA e di ritenute fiscali, se  l’integrale pagamento degli importi, ivi compresi interessi e sanzioni,  avviene prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo  grado, c’è la non punibilità.
Ciò è vero anche per il reato di indebita compensazione di crediti non spettanti (art. 10-quater del  DLgs. 74/2000), ma, se la compensazione riguarda crediti inesistenti,  il legislatore ha ritenuto di non prevedere la non punibilità, bensì la  consueta attenuante.
Per gli altri reati disciplinati dal DLgs.  74/2000, il ravvedimento operoso, se il pagamento avviene entro la  dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, ha l’effetto  di circostanza attenuante, e la pena può essere diminuita sino alla metà (pensiamo alla dichiarazione fraudolenta ex art. 2 del DLgs. 74/2000, o alla sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte ex art. 11 del DLgs. 74/2000). L’attenuante è presupposto per chiedere il c.d. “patteggiamento” ex art. 444 c.p.p.
Si  evidenzia ancora che se, prima della dichiarazione di apertura del  dibattimento di primo grado, è in corso una dilazione del pagamento, il  giudice penale concede un termine di 3 mesi per il pagamento del  residuo, prorogabile una sola volta per altri 3 mesi.
    
     
                  
        


Nessun commento


0331 782216
0331 249750 (fax)

info@commercialistagallarate.com

Studio Dr. Alleanza Luigi
Via Torino, 38
21013 Gallarate (VA)
P.Iva 02289320026


Created by Luigi Alleanza
Torna ai contenuti