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Contratti a termine: più tempo per adeguarsi al Decreto Dignità

Commercialista Gallarate
Pubblicato da in Lavoro ·
Tags: ContrattiatermineDecretoDignità
La L. 96/2018 di conversione del decreto Dignità ha fatto salvi i contratti a tempo determinato stipulati sino al 31 ottobre 2018. In particolare, le nuove regole si applicheranno ai rinnovi dei contratti a termine e alle proroghe stipulate dal 1° novembre 2018.
Attenzione però per i nuovi contratti a tempo determinato stipulati dal 14 luglio 2018 sono vigenti i limiti imposti dal decreto Dignità solamente per i nuovi contratti, ossia i contratti a termine stipulati con lavoratori che non hanno mai avuto precedenti rapporti di lavoro a tempo determinato con lo stesso datore di lavoro. La prevalente dottrina ritiene che qualora un soggetto abbia avuto pregressi rapporti di lavoro anche con altre tipologie di contratto (ex intermittente o indeterminato) presso lo stesso datore, trovi vigore le nuove regole dal 14 luglio.
Dal 01/11/2018 si manifesteranno gli effetti dei nuovi limiti ai rinnovi dei precedenti contratti a tempo determinato e alle proroghe di contratti stipulati prima dell’entrata in vigore del DL 87/2018 (14/07/2018), per i quali fino al 31/10/18 avremo un periodo transitorio. Pertanto, la riassunzione entro tale ultima data di un ex lavoratore, assunto in un periodo precedente (anche remoto) con un contratto a tempo determinato ordinario, ai sensi art. 19 e ss. del D.Lgs. n. 81/2015, potrà essere effettuata rispettando i vecchi limiti:
- 36 mesi, quale durata massima complessiva dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, per effetto di una successione di contratti, conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale e indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l'altro. Ai fini del computo di tale periodo si deve tener conto anche dei periodi di missione svolti tra i medesimi soggetti, nell'ambito di somministrazioni di lavoro a tempo determinato (sempre con riguardo a mansioni di pari livello e categoria legale);
- 5 proroghe, nell’arco dei complessivi 36 mesi a prescindere dal numero dei contratti a termine stipulati tra le parti;
- acausalità per la stipula dei contratti.
Con l’arrivo del 01/11/2018 su tutti i contratti a tempo determinato da stipulare, e sulle relative proroghe, dovranno essere applicate le nuove regole. Logicamente i contratti a termine stipulati antecedentemente a tale data e che prevedono un periodo che andrà oltre i 24 mesi (anche con la sommatoria di precedenti rapporti di lavoro a termine) potranno continuare sino a scadenza.
Ad esempio:
Primo contratto a tempo determinato stipulato il 02/05/2016 e scadente il 01/05/2017 (per 12 mesi) - contribuzione maggiorata dell’1,4% e secondo contratto a tempo determinato stipulato il 01/09/2018 con scadenza il 29/02/2020 (per 18 mesi) - contribuzione maggiorata dell’1,4% più contribuzione addizionale dell’0,5%.
Dato che sono stati superati i 24 mesi alla data del 01/11/2018 (quota 30), alla scadenza dell'ultimo contratto (29/02/2020) non sarà più possibile stipulare un ulteriore contratto a tempo determinato.

Il nuovo limite di durata complessiva per la stipula dei contratti a tempo determinato (24 mesi), previsto dal c. 2 dell’articolo 19 del D.Lgs. n. 81/2015 (a seguito della modificata apportata dalla L. 96/2018), non ha intaccato l’eventuale diversa previsione contrattuale, definita dall’articolo 51 del D.Lgs. n. 81/2015, ossia dalla contrattazione collettiva nazionale, territoriale o aziendale.




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